La grande Quaresima

domenica 12.2.2001

Cinquanta giorni prima della Pasqua inizia la grande Quaresima (Megali Sarakosti): un periodo di riflessione che ci prepara alla grande settimana (Megali Domada) quando celebriamo la passione e la crocifissione di Cristo e, quindi, alla S. Pasqua che è la festa, in assoluto, più importante della ortodossia.

    Nel monastero di San Paolo la Megali Sarakosti è preceduta dalla "cena dell’auapi" o "cena dell’amore". E' l’unico momento dell’anno in cui non ci sono limiti alle vivande: pesce, formaggi, uova, insalata etc. (la carne come sapete, nell’Athos è bandita). I monaci ed i pellegrini in questa occasione festeggiano con serenità la buona tavola con un occhio al piatto e la mente volta allo scoccare della mezzanotte. Alla fine della cena in un’atmosfera di grande commozione l’abate abbraccia personalmente, uno per uno, tutti i monaci, i novizi ed i pellegrini augurando, " Kalì Sarakosti" o buona quaresima. A mezzanotte inizia il "tri – merzio" o "tre giorni": digiuno totale, senza cibo né acqua per tre giorni. Solo il mercoledì pomeriggio sarà possibile mangiare un pò di zuppa e di verdura sottoaceto.

    Per tutta la durata della Megali Sarakosti non si mangeranno uova, formaggi, pesce (solo il giorno dell’annunciazione"), e l’uso di olio e vino e’ previsto solo al sabato mezzogiorno e domenica. anche in tutto il mondo ortodosso si pone particolare attenzione al digiuno durante la quaresima; non severamente come nell’Athos, certo, ma ogni adulto fedele all’ortodossia si sforza a seconda delle sue possibilità.

    Il tema della astinenza e del digiuno spesso sofferto a diverse considerazioni con sostenitori e detrattori che disputano spesso, solo per onor di polemica.

    Personalmente ritengo che ogni sforzo che tenda ad una rinuncia nella prospettiva di un avvicinamento a Dio, è uno sforzo importante. nelle sacre scritture, nel vangelo troviamo spesso il digiuno (molto più lungo di 3 giorni) ed il ritiro (deserto) come propedeutici a fatti ed avvenimenti di particolare importanza. e’ un classico ritrovare nelle biografie dei santi l’astinenza ed il digiuno come pratica costante di vita.