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casa editrice Giuseppe Laterza Editore pp. 215 . 15 € Reperibile in libreria direttamente all’Editore ad Alberto De Luca albertof4@libero.it |
TITOLO: “In Principio era Dio." Unità e complessità del concetto di Dio nell’Esicasmo cristiano, nella Qabbalah ebraica e nel Sufismo islamico. AUTORI: Roberta Simini e Alberto De Luca Dalla presentazione di Padre David-Maria A. Jeager, ofm, jed: Lungo e faticoso è stato il cammino dell’uomo alla ricerca di Dio verso il riconoscimento dell’unità e dell’unicità di Dio, un’acquisizione di cui sono attualmente custodi e garanti le “tre grandi religioni monoteiste”. Di fronte al perdurare ostinato delle tendenze idolatre – e perciò politeiste – gli esponenti più autorevoli di tutte e tre sono stati gelosi, zelanti, implacabili difensori di quest’assioma dello spirito. Eppure, inevitabilmente, l’esperienza che il credente ha del divino, se autentica, è necessariamente “ricca” oltre che “densa”, e raccontarla non può che essere un’impresa, non solo ardua e audace, ma anche complessa. La “semplicità” dell’Essenza Divina e la complessità dell’incontro con essa raccontata dal soggetto umano, si trovano in un rapporto di tensione. L’insistenza sulla verità essenziale può talvolta contrastare, o persino cercare di soffocare, o comunque malinterpretare, l’entusiasmato ed entusiasmante racconto delle insondabili ricchezze dell’esperienza che i mistici fanno della Divinità, che li incontra e li tocca nell’intimo. Ne possono derivare duraturi sospetti e persino pregiudizi, con conseguente impoverimento del “concetto di Dio” nel pensiero dei seguaci dell’una o dell’altra religione monoteista. Con singolare coraggio intellettuale e spirituale, il presente studio cerca di esporre le intuizioni, le dottrine, gli apporti di tre grandi correnti della teologia mistica, una per ciascuna delle “tre grandi religioni monoteiste”: l’esicasmo cristiano, la qabbalah ebraica e il sufismo musulmano, sempre nell’intento – ben riuscito – di permetterci d’incontrarle, tutte e ciascuna, liberi da preconcetti e pregiudizi, e di seguire il loro sviluppo e la loro maturazione, mentre lottano con i limiti del linguaggio umano per esprimere sempre meglio tutta la complessità dell’incontro più intimo possibile (ed è questo che significa la mistica) della creatura umana con il Dio Uno ed Unico. Non solo il coraggio – sempre necessario perché l’uomo si metta a parlare di Dio – ma anche l’eccezionale competenza e la vastità delle conoscenze qui espresse, discretamente e nella misura esatta necessaria per sviluppare l’argomento, colpiscono questo lettore, che pur non essendo proprio specialista della materia, ritiene di non esserne totalmente digiuno. Particolarmente ben riuscita è pure la collaborazione dei due Autori. La loro singolare “sinergia” ha prodotto, non la semplice somma di due studi distinti, ma uno studio veramente unitario con le sue parti ben armonizzate. Leggerlo è, si, motivo di profonda soddisfazione intellettuale, ma anche, almeno per questo lettore credente – se sia consentito dirlo – una vera e propria “esperienza religiosa”. |