|
Secondo il regolamento dell'Athos è fatto espresso divieto per:
1. l'entrata alle donne; 2. l'entrata di veicoli sia a due che a quattro ruote, con o senza motore (solo a veicoli pubblici è permessa l'entrata su espressa autorizzazione); 3. l'entrata di cani o di altri animali; 4. l'uso di videocamere. 5. la caccia. 6. il nuoto.
E' vietato inoltre l'abbigliamento con pantaloncini corti, di fotografare sacri simboli, il fotografare all'interno dei monasteri senza l'espressa autorizzazione dell'Abate, il fotografare monaci a loro insaputa o, comunque, senza il loro espresso consenso. Per chi volesse prolungare la durata del pellegrinaggio, si può chiedere il permesso alla Santa Epistasia in Karyes. Nell'Athos non è possibile per il non-ortodosso l'accostarsi ai Sacramenti (anche per l'ortodosso è necessaria la "benedizione" dell'Abate). La vita del monaco è dedicata alla riflessione e alla preghiera. In genere difficilmente il monaco prende l'iniziativa di parlare con il pellegrino. Ciò nonostante se si è interessati ad alcuni aspetti della vita monastica, a notizie sul monastero o ad approfondire temi spirituali basta chiedere con gentilezza senza scandalizzarsi da eventuali atteggiamenti di chiusura. Il pellegrino è accolto nell'Arkondariki che è la zona del monastero riservata agli ospiti. Dopo l'arrivo nel monastero si è accolti con i classici "lukunis" dolcetti di glassa, e "Raki" distillato di uve. In seguito viene assegnato il posto letto ed illustrato il programma della giornata. Nel monastero, ovviamente, deve essere rispettato il massimo silenzio. Per qualsiasi necessità rivolgersi al monaco ARKONDARIS (addetto all'ospitalità) o ai suoi aiutanti. In genere nei monasteri vengono effettuati due pasti giornalieri: al mattino e nel pomeriggio.
Durante la settimana è da tener presente che in genere ci si regola così: Lunedì Mattina : digiuno Pomeriggio : cena "nistissima" Martedì Mattina : pranzo Pomeriggio : cena Mercoledì Mattina : digiuno Pomeriggio : cena "nistissima" Giovedì Mattina : pranzo Pomeriggio : cena Venerdì Mattina : digiuno Pomeriggio : cena "nistissima" Sabato Mattina : pranzo Pomeriggio : cena "nistissima" Domenica Mattina : pranzo Pomeriggio : cena
Per cena "nistissima", si intende, senza olio, vino, grassi, pesce, formaggi,uova, quindi .. minestra vegetale, frutta e olive. Durante le "quaresime" chiamate "Saracosti" non si mangiano mai formaggi, uova, latte; il pesce solo la domenica. Durante la quaresima di Pasqua "MEGALI SARACOSTI'" il digiuno è ancora più severo. All'inizio della Megali Saracostì (quello che in Italia è il Mercoledì delle ceneri) che corrisponde sempre al Lunedì, Martedì, Mercoledì, i monaci per tre giorni (Tri-Imera) non toccano né cibo né acqua: Digiuno Totale. In questo caso solo ai visitatori, alla sera, vengono offerti tè, olive, pane e frutta. Dopo le grandi feste: Natale e Pasqua, per una settimana non viene fatto digiuno o astinenza. Nel Monte Athos vige il calendario Bizantino che prevede uno spostamento di 13 giorni dal calendario Cosmico, per cui ogni festività, tranne la Santa Pasqua, viene celebrata 13 giorni dopo. Il Santo Natale, per esempio, a Roma o ad Atene è il 25 dicembre; nell'Athos Il Santo Natale corrisponde al 7 gennaio. In molti monasteri, inoltre, oltre al "vecchio" calendario sussiste l'orario bizantino. Quest'orario varia di settimana in settimana e fissa la mezzanotte con la calata del sole: quando il sole scompare all'orizzonte è mezzanotte. Ciò significa, che, a secondo della stagione, possiamo avere uno scarto di ore che va da una a sei/sette ore. Nei monasteri con orario bizantino, i monaci vanno a riposare per la notte ad un ora che corrisponde alle nostre 18/18.30 per iniziare il servizio in chiesa verso le 23/23.30 di notte. La giornata del monaco inizia con il servizio in chiesa (canto dei salmi e preghiera) che dura circa tre ore al quale segue la liturgia (Santa Messa) per circa1,30 ora; al Sabato notte , il tutto si svolge per circa 6 ore. Nel pomeriggio poi c'è il vespro (Esperinos) per circa 1,30 ora, e alla sera la Compieta (Apodipnos) per circa 45'. Quindi ogni giorno un monaco prega in chiesa per circa 7/9 ore. Prima della festa dei Santi principali c'è la veglia notturna (Agripnia) alla quale segue la S. Messa e il tutto si svolge in circa 10 ore. L'Agripnia è un momento di eccezionale coinvolgimento; di preghiera, di canti, di riflessione di grande pathos; nel buio della chiesa, alla luce delle candele,cristiani o non, avvertono la presenza di Dio, dell'Essere Supremo. Per l'ortodossia, inoltre, il canto (senza uso di strumenti musicali vietati nelle celebrazioni o nelle chiese) è fondamentale e la musica bizantina (pur di difficile apprezzamento per un italiano)è di una purezza e bellezza unica. Se durante l'Agripnia c'è anche la presenza del vescovo, la celebrazione è ancora più splendente e sontuosa. La chiesa Ortodossa, infatti, nelle icone, nelle chiese, nei riti, nell'abbigliamento e nel canto, celebra la risurrezione del Cristo e la gloria di Dio e dei Santi. A differenza della chiesa romana cattolica, che celebra il Santo Natale come principale festività, la chiesa greco-ortodossa, come festa fondamentale celebra la Santa Pasqua. Un'ultima indicazione. In tutto il Monte Athos esistono tesori d'arte di incalcolabile valore e incredibile bellezza: icone antiche, milioni di libri e manoscritti antichi, preziosi arazzi, vasi, croci, calici, reliquie etc.; alcune di queste rarità sono accessibili e "Godibili", altre, per ovvi motivi di sicurezza e preservazione sono off-limits. Ciò nonostante alcuni monasteri, se viene fatta richiesta con largo anticipo sulla data di arrivo al monastero, e se si ottiene la "benedizione" dell'Abate, danno il permesso speciale per visitare la biblioteca o il museo: tentar non nuoce. Come può dedursi da queste indicazioni, ogni monastero è sovrano sul suo territorio ed attua usi, costumi e programmi tipici del monastero (Tipikon) maturati in secoli di storia e di vita monastica. Il capo assoluto del monastero è l'Abate (Egumeno) che decide, confortato dall'aiuto di un consiglio di monaci (Sinaxi) ogni particolare della vita monastica: spirituale e materiale. Per cui per ogni deroga o ogni richiesta è necessario, tramite i monaci preposti, rivolgersi a lui.
|